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Stampa Offset e Stampa Digitale

Le Differenze:

Stampa offset e stampa digitale, questa è la divisione principale tra le macchine che generalmente operano in una grande o media tipografia.

Ma qual è la differenza tra queste due tipologie di stampa?

 

Diciamo subito una cosa: tra queste due tecnologie le differenze sono immense:

La stampa offset, che è stata la prima ad arrivare, sta ormai traendo benefici dalle nuove tecnologie sviluppate dalla stampa digitale cercando un ottimizzazione in un processo che prevede l’utilizzo di lastre ormai sorclassato; mentre la stampa digitale continua a migliorare grazie all’innesto di queste tecnologie; dal getto rapido dell’inchiostro ionizzato, o attraverso un rullo elettrostatico, fino all’ uso di testine elettricamente cariche. Qual’e sarà il prossimo passo? secondo indescrizioni certe; c’è chi sta già studiando per applicare questo tipo di tecnologia in funzione di inchiostri nanometrici e monoatomici  in un campo che sta spaziando dall’ informatica, Alla biotecnologia,passando per la medicina e la stampa. Chi professa una fine della stampa digitale non ha capito a pieno l’evoluzione che sta portando sul mercato questo tipo di macchine!!.

Fatta questa prima precisazione, vi raccontiamo nel modo più semplice possibile quali sono le caratteristiche della stampa offset e della stampa digitale e quali le loro principali differenze.

Stampa Offset

 

Stampa offset

 

La stampa offset è un processo di stampa su rulli del tipo indiretto, cioè l’immagine non è trasferita direttamente dalla lastra alla carta ma attraverso un complesso sistema di rulli, il che permette stampe ad alta definizione e su supporti aventi superficie irregolare. Il sistema adottato è planografico (riferito al particolare sistema di stampa che utilizza matrici piane; tipiche della fototipia e della litografia) indiretto che si basa sul fenomeno di repulsione chimico/fisica tra acqua e inchiostro (inchiostro a base grassa che non aderisce al sottile strato d’acqua steso sulla lastra).

Il foglio di alluminio di per sè è idrofilo (accetta l’acqua) e viene trattato in modo che i grafismi appaiano lipofili (accettano il grasso). In seguito alla scrittura dei grafismi tramite un macchinario detto CTP (computer to plate), questo macchinario mediante un raggio laser “scrive” i grafismi sulla lastra facendoli risaltare.

Come nella litografia, l’offset è un processo “planografico” perché i grafismi e i contro-grafismi sono sullo stesso piano; solo che a differenza della litografia la matrice anziché essere di pietra è costituita da un sottile foglio di alluminio.inoltre è un metodo definito “indiretto” in quanto la stampa non avviene direttamente dalla matrice metallica sul foglio di carta (ovvero la lastra montata sul cilindro portalastra non viene a diretto contatto con il supporto); ma tramite un tessuto gommato, detto caucciù, il quale raccoglie l’immagine inchiostrata dalla matrice per trasferirla a sua volta sulla carta. 

Funzionamento 

L’inchiostro viene introdotto nel calamaio (6 nella figura a destra) e da qui passa al gruppo di macinazione (7); formato da numerosi rulli di diverso diametro che ruotando rendono fluido l’inchiostro stesso.

Alcuni di questi rulli hanno anche un movimento trasversale; che consente di rendere uniforme la distribuzione dell’inchiostro sulla lastra.

La lastra è avvolta su un cilindro (1) e viene toccata prima dai rulli bagnatori (5) e poi dai rulli inchiostratori.

I primi vi trasferiscono un velo di acqua di bagnatura, generalmente una soluzione di acqua e additivo preferibilmente anche con alcol isopropilico, i secondi l’inchiostro.

L’acqua bagna solo le zone senza grafismo, in quanto quest’ultimo è idrorepellente.

Gli inchiostri, che sono grassi, aderiscono solo alla parte asciutta della lastra (grafismo), mentre non aderiscono alla parte della lastra bagnata dall’acqua.

L’acqua di bagnatura (4) serve quindi a definire con precisione i contorni dei grafismi.

Il rapporto fra acqua di bagnatura e inchiostro non è costante, varia ovviamente in funzione di altri parametri come la velocità di trasferimento.

È fondamentale che il rapporto sia equilibrato e questo richiede notevole padronanza del processo da parte degli operatori.

La lastra trasferisce quindi le immagini sul telo di caucciù (2); che riceve l’inchiostro ma non l’acqua, il quale trasferisce la stampa sul foglio (8) con l’ausilio del cilindro di contropressione (3).

Questo metodo è anche chiamato “stampa indiretta” in quanto la matrice di stampa (lastra) non entra in contatto diretto con il supporto stampato (carta).

Stampa offset

Colorazione:

La maggior parte delle macchine offset possono stampare a più colori (di solito 4 o 5) con il metodo dei tre cilindri.Esistono anche macchine piane con sistema di voltura che consentono di stampare 8 colori, quattro colori CMYK su un lato (bianca) e quattro sull’altro (volta), ma esistono anche macchine con 10 “gruppi” e voltura in cui due vengono usate per la vernice di sovrastampa o per colori Pantone. Il foglio viene voltato automaticamente dalla macchina.

CYMK

 

 

 

I vantaggi principali della stampa offset sono:

  • l’estrema definizione e l’alta risoluzione data dal principio di repulsione acqua-olio (es: la gocciolina di olio in acqua è una sfera perfetta)
  • il cilindro di caucciù permette di mantenere un’elevata qualità di stampa anche su supporti non perfettamente lisci rendendolo un sistema ideale per stampare ogni tipo di carta.

Esistono però anche degli svantaggi:

  • bassa coprenza degli inchiostri: non è possibile trasferire molto inchiostro, che deve essere sempre in equilibrio con la soluzione acquosa; aumentare l’inchiostro significa quindi aumentare anche l’acqua con tutti i problemi che ne possono derivare per toglierla.
  • stress del materiale: il gruppo stampa offset (cilindri inchiostratori, cilindro per la bagnatura, cilindro della matrice, cilindro di caucciù e di contropressione), a parità di dimensioni è tra i più pesanti fra i gruppi stampa e pertanto esercita una maggiore pressione sul supporto che, soprattutto se delicato, può risentire di questo stress. Materiali più delicati, per esempio i film plastici, non sono fra i più adatti per la stampa offset. Per i film plastici è più consigliabile una stampa di tipo flessografico.

Le macchine offset si dividono in due famiglie:

  • macchine a foglio (offset-piana); dotate di una buona flessibilità gestionale e di alta qualità di stampa, soffrono di alti costi di gestione e bassa produttività.
  • macchine a bobina (roto-offset); forniscono stampati di qualità sensibilmente inferiore, ma posseggono maggior produttività e minori costi di gestione rapportati alla produzione.

Componenti

I componenti della macchina da stampa sono:

  • il mettifoglio o sbobinatore,
  • il calamaio (alimentazione per l’inchiostro),
  • il gruppo di macinazione (formato da rulli che trasportano l’inchiostro dal calamaio alla lastra ed eseguono la macinatura dell’inchiostro, rendendolo più fluido ed eliminando eventuali grumi); l’ultimo rullo del gruppo di macinazione, cioè quello a contatto con la lastra e che trasferisce l’inchiostro alla stessa, è il rullo inchiostratore,
  • il cilindro porta lastra,
  • i rulli bagnatori (che bagnano la lastra),
  • il cilindro porta-caucciù (riceve l’immagine dalla lastra e la riporta sul foglio di carta),
  • il cilindro di contropressione (che fornisce la pressione adeguata in base allo spessore della carta),
  • l’uscita stampati.

Altri tipi di macchine offset:

  • macchine da stampa waterless; utilizzano forme da stampa speciali che non richiedono la bagnatura dei contrografismi della forma. Questa macchina è principalmente alimentata a foglio, ma ne esistono anche versioni roto-waterless a bobina.
  • macchine dylitho. Sono macchine roto-offset (a bobina) utilizzate prevalentemente per la stampa di periodici, ma anche stampa commerciale e cartotecnica. A differenza della offset tradizionale il principio di stampa è diretto, poiché il trasferimento dell’inchiostro dalla forma avviene direttamente sul supporto senza passare dal rullo caucciù.

Stampa Digitale 

 

La Stampa digitale è un termine generico per identificare un sistema di stampa dove la forma da stampare viene generata attraverso processi elettronici e impressa direttamente sul supporto da stampare.

Hp Indigo 12.000
Macchina da stampa HP Indigo 12.000

 

 

RGB                                    CYM

Macchine a getto di inchiostro

Le macchine a getto di inchiostro utilizzano una testina che muovendosi sulla superficie da stampare rilascia l’inchiostro direttamente sul foglio, attingendolo da appositi serbatoi. Il liquido inoltre può essere elettricamente ionizzato o può supportare una carica elettrostatica immessa dal rullo.

Dettagli costruttivi:

Comunemente le macchine a getto di inchiostro si presentano sotto forma di stampanti da tavolo per i piccoli formati come l’A4 o l’A3 oppure sotto forma di plotter per la stampa di grandi formati (fino a 6 metri di larghezza del rullo). Il formato più diffuso è quello del plotter solitamente con rullo da 750 mm o 1300 mm.

Utilizzatori:

L’uso delle macchine a getto di inchiostro è diffusissimo nei centri stampa digitali e si sta ampliando alle cartolerie ed alle tipografie. Apposite aziende sono specializzate nella creazione di decori per veicoli, vetrine o edifici con l’ausilio di questi tipi di macchinari.

Utilizzi:

L’utilizzo più comune è quello della stampa di poster o stampati di grande dimensione in singola copia o comunque in tirature ridottissime. Apposite macchine sono poi in grado di stampare su materiali rigidi per consentire la realizzazione di cartelli per esterni con inchiostri speciali a lunga durata. I plotter dalle dimensioni maggiori invece sono solitamente utilizzati per la copertura di facciate di edifici o per pubblicità su impalcature o stadi. Grazie alla capacità di alcune macchine di intagliare la superficie stampata, un utilizzo molto diffuso è la creazione di lettere adesive o adesivi in genere (stampati o non) in PVC colorato da applicare su autoveicoli o striscioni per esterni.

Pregi e difetti:

Il maggior pregio delle macchine a getto di inchiostro sta nella capacità di stampare su formati molto ampi, impossibili per qualunque altra tecnologia. Anche la capacità di stampare su supporti rigidi e di tagliare il PVC rende questo tipo di macchine ormai insostituibili. Per contro le macchine a getto, sono costose il che le rende inutilizzabili per lavori ad alte tirature dato l’elevatissimo costo-copia; lo svantaggio peggiore è comunque causato dalle testine che si incrostano con facilità in caso di scarso utilizzo. Ulteriormente la rumorosità e l’oscillazione in fase di stampa può risultare fastidioso se il prodotto è collocato direttamente sulla propria scrivania o in prossimità della postazione di lavoro; vi è da dire che il livello di disturbo tende a diminuire se si sceglie un prodotto più costoso.

Hp Indigo 12.000

Macchine da stampa digitale per uso commerciale

 

Le macchine digitali per uso commerciale sfruttano al meglio la tecnologia digitale (incisione laser o elettrostatica).

 

 

Testina elettrica

Dettagli costruttivi:

Solitamente queste macchine digitali hanno le dimensioni di una piccola offset completamente autonome senza la necessità di un computer esterno per controllarle (il più delle volte un computer è già integrato nella macchina stessa). I formati di stampa sono piuttosto ridotti così come le velocità di stampa (se paragonate alla stampa offset tradizionale) che si aggira sulle 4000 copie/ora. Quasi sempre mettifoglio e gruppo di uscita sono più simili a quelli di una stampante d’ufficio piuttosto che ad una macchina litografica moderna mentre all’interno si ritrovano i classici rulli di una macchina offset (bagnatura, inchiostrazione e stampa) con la differenza che non vi è la possibilità di cambiare la forma che viene generata con procedimenti elettronici prima di ogni lavoro.

Utilizzatori:

Dato l’elevato costo di queste macchine i principali utilizzatori sono le medie e grosse tipografie che affiancano questo nuovo concetto di stampa alle macchine già presenti, per far fronte alla domanda di stampati in bassissime tirature antieconomiche sulle classiche macchine offset.

Utilizzi:

Il principale utilizzo di questa tipologia di macchine è quello di stampati d’alta qualità in basse tirature (anche 100 o 150 copie) quali cataloghi con il cambiamento delle lingue si possono raggiungere le 250/300.000 copie o partecipazioni oppure la realizzazione di stampati di prova. Spesso queste macchine sono in grado di stampare anche su supporti non cartacei quali PVC o plastica limitatamente alla capacità del supporto di passare attraverso i rulli della macchina. È importante ricordare che la stampa digitale realizzata con alcune macchine di alto livello ha ormai qualità praticamente superiore alla stampa offset. Generalmente i quantitativi per i quali la stampa digitale è competitiva con la stampa offset può essere indicato indicativamente in 500 pezzi; moltiplicato per 40 lingue diventa una produzione semi industriale evidentemente ci sono poi tantissime altre variabili quali il formato, i tempi ecc. La stampa digitale si realizza in tempi molto più brevi rispetto alla offset, non avendo bisogno di impianti o computer o lastre. La problematica della stampa digitale comporta la mancanza di impianti di legatoria o finissaggi adeguati alla nuova impaginazione che la stampa digitale produce.

Pregi e difetti:

Questa tipologia di macchina si pone a metà strada tra la stampa offset e quella a toner ereditando i pregi ed i difetti di entrambe le tecnologie: il costo-copia è minore di quello di una stampante laser, ma maggiore di quello offset su tirature medio-alte, la qualità di stampa è identica e in alcuni casi superiore a quella offset, nella stampa offset tradizionale la capacità di stampare dato variabile su singole copie viene completamente a mancare dato che le lastre andrebbero incise ad ogni copia. Sicuramente degna di nota, parlando della stampa digitale è la capacità di stampare su supporti non cartacei e la totale mancanza di aggiustamenti e regolazioni che in queste macchine sono completamente automatizzati.

 

 

 

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